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	<title>Marlee Matlin Archives - Magazine Webtic</title>
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		<title>Coda – I segni del cuore: Guardare le nuvole da entrambi i lati, in un film da Oscar</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ermisino Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2022 09:41:43 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">“A voice like sand and glue”, “una voce di sabbia e colla” cantava David Bowie in Song For Bob Dylan. Il menestrello di Duluth aveva una voce così. Ma era la sua, unica, inconfondibile. Così anche Ruby, la protagonista di Coda – I segni del cuore, deve riuscire a trovare la sua voce. Cioè la sua identità, la sua personalità, il suo posto nel mondo. <strong>Coda – I segni del cuore</strong> è il film che ha appena conquistato tre <strong>Premi Oscar: Miglior Film, Miglior Sceneggiatura non originale e Miglior Attore non Protagonista, assegnato a Troy Kotsur</strong>. C<strong>oda – I segni del cuore</strong>, diretto da <strong>Sian Heder</strong>, arriverà al cinema da giovedì 31 marzo distribuito da Eagle Pictures. Un’occasione da non perdere per vedere in sala un film da Oscar.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma perché per Ruby Rossi (<strong>Emilia Jones</strong>) è così difficile trovare la propria voce? Perché Ruby è l&#8217;unica persona udente nella sua famiglia. C.O.D.A., infatti, è l’acronimo di Child of Deaf Adults (bambino in una famiglia di non udenti). Ruby, diciassette anni, si sveglia ogni giorno alle 3, e nelle prime ore del mattino lavora sulla barca di famiglia per aiutare suo fratello e i suoi genitori nell’attività di pesca sulla costa del Massachusetts prima di entrare a scuola. Un po’ per gioco, un po’ per frequentare nuove amicizie, Ruby entra a far parte del coro della scuola. La prima volta che prova a far sentire la sua voce, si vergogna e se ne va. Ma poi lo capisce: ha una voce, la sua voce, una splendida voce. Il suo maestro Bernardo crede in lei e la spinge a considerare una famosa scuola di musica per il suo futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è stato facile per Ruby tirare fuori quella voce. Perché, all’inizio, essendo figlia di sordomuti, parlava male, con una voce diversa, la voce che spesso tira fuori chi è non udente. E quindi di quella voce, all’inizio, si vergognava. E allora il maestro Bernardo Villalobos, per tutti Mr. V., le dice di non trattenerla, quella voce, di non creare un suono carino. No, la voce di Ruby non è affatto “sabbia e colla”. E allora proverà a tirarla fuori, a cantare sulle note di Marvin Gaye, su Let’s Get It On e You’re All I Need To Get By, magari in un duetto con quel ragazzo, Miles (è interpretato da Ferdia Walsh-Peelo, l’attore irlandese ancora una volta cantante dopo il bellissimo Sing Street), che può diventare qualcosa di più che un compagno di canto. È musica soul. Soul vuol dire anima. Ed è quella che Ruby dovrà tirare fuori.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è facile per lei. Perché la sua famiglia è così particolare, diversa agli occhi degli altri. “<em>Noi siamo i sordi, ci guardano come una barzelletta</em>” dice il padre a un certo punto. E magari è vero: gli altri li vedono così, quando arrivano a scuola con l’autoradio a tutto volume, perché non sentono. Ma i Rossi sono pieni di passione e di energia: son affiatati, sboccati, parlano, a gesti, di sesso e di preservativi. I coniugi Rossi (<strong>Troy Kotsur e Marlee Matlin</strong>, l’attrice diventata famosa con Figli di un Dio minore) si amano, non riescono a trattenere la passione.</p>
<p style="text-align: justify;">E per Ruby la famiglia è tutto. È tutto al punto che non ha mia fatto niente da sola. Ma non perché abbia paura di lasciare il nido. È perché è da quando è nata che fa l’interprete, che si occupa di loro. “È una bambina” dice la madre quando capisce che lei vorrebbe andare all’università. “Non è mai stata una bambina” ribatte il padre. Ed è proprio così.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Coda – I segni del cuore</strong> è il remake del film francese <strong>La Famiglia Belier</strong>, ed è un film speciale anche perché vede nel cast anche degli attori sordi, tra cui il premio Oscar Marlee Matlin e il neo premiato Troy Kotsur che ha dedicato il premio alla Comunità C.O.D.A (Children of Deaf Adults), alla Comunità Sorda e a tutte le persone con disabilità. Coda – I segni del cuore è un gran bel film, che scorre dolce, lieve e piacevole, una tranche de vie intensa ma senza scossoni emotivi e drammatici, con notevoli punte di ironia “I tuoi capiscono la musica?” “A mio padre piace il gangsta rap per via dei bassi”). È un film empatico. È un film caldo.</p>
<p style="text-align: justify;">È anche un film semplice, di buoni sentimenti, edificante, come ne abbiamo visti tanti, e li abbiamo visti spesso anche vincere gli Oscar. Se la regia asseconda l’ottima sceneggiatura e l’ottimo cast, ci piacciono anche alcune scelte. Come la scena dello spettacolo di fine anno, in cui a un certo punto ascoltiamo le canzoni dal punto di vista, cioè di udito, dei genitori di Ruby. Così, mentre dal film scompare l’audio, per un attimo vediamo attenuarsi anche l’immagine, e Ruby e gli altri cantanti appaiono fuori fuoco. E seguiamo il finale dell’esibizione senza sentire alcun suono. E vediamo i due genitori guardarsi attorno e vedere tutti conquistati dalla musica, commossi da qualcosa che loro possono solo intuire. E trovarsi così a leggere le emozioni attraverso le reazioni degli altri. Più tardi vedremo papà provare a capire il dono di Ruby posando le mani intorno alla sua gola mentre canta, provando a cogliere la vibrazione. E vedremo Ruby usare i segni per far capire ai suoi almeno le parole, mentre canta Both Sides Now di Joni Mitchell. Parole immortali, che sembrano proprio parlare di lei. “<em>Ho guardato le nuvole da entrambi i lati ora, da sopra e sotto. E ancora in qualche modo sono illusioni di nuvole che ricordo. In realtà non conosco affatto le nuvole</em>”.</p>
<p><em><strong>di Maurizio Ermisino per DailyMood.it</strong></em></p>
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