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	<title>maestro Archives - Magazine Webtic</title>
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		<title>Maestro, Bradley Cooper racconta Leonard Bernstein</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valerio Spera Antonio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Sep 2023 08:18:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia 80]]></category>
		<category><![CDATA[Bradley Cooper]]></category>
		<category><![CDATA[Carey Mulligan]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno dei film più attesi di Venezia 80, Maestro segna il ritorno dietro la macchina da presa per Bradley Cooper. Dopo il successo di pubblico e di critica per la sua opera prima A Star Is Born, presentato proprio qui al Lido nel 2018, che lo vedeva oltre che regista anche interprete al fianco di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Uno dei film più attesi di <strong>Venezia 80</strong>, <strong><em>Maestro </em></strong>segna il ritorno dietro la macchina da presa per <strong>Bradley Cooper</strong>. Dopo il successo di pubblico e di critica per la sua opera prima <strong><em>A Star Is Born</em></strong>, presentato proprio qui al Lido nel 2018, che lo vedeva oltre che regista anche interprete al fianco di <strong>Lady Gaga</strong>, la star americana si cimenta nuovamente con un racconto “musicale”, portando sullo schermo nientemeno che la vita di <strong>Leonard Bernstein </strong>(da lui stesso interpretato), uno dei musicisti più importanti del Novecento. Un’opera rischiosa e ambiziosa che ha condotto l’autore a confrontarsi con una figura imponente del panorama artistico internazionale, nonché un personaggio centrale della cultura statunitense del secolo scorso, entrato nell’immaginario collettivo non solo per il suo straordinario talento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cooper</strong>, seguendo la linea del biopic contemporaneo, offre un ritratto a 360 gradi dell’autore di <strong><em>West Side Story</em></strong>, non soffermandosi esclusivamente sulla sua musica e sulla sua vita pubblica, ma entrando nel suo privato per raccontare l’uomo dietro l’artista, concentrandosi soprattutto sulla sua storia sentimentale. Centrale nella narrazione è infatti il suo matrimonio con <strong>Felicia Montealegre</strong> (che ha il volto di <strong>Carey Mulligan</strong>), dall’incontro ad una festa all’innamoramento, dalla nascita dei loro tre figli alle difficoltà di coppia per la gestione dell’omosessualità del maestro, dall’amore ritrovato alla malattia della moglie. Trent’anni di vita, di musica, di amore vero ma tormentato, di dolore e compassione, di sogni e paure.</p>
<p style="text-align: justify;">Film targato <strong>Netflix</strong> ma prodotto dallo stesso regista insieme a <strong>Martin Scorsese</strong> e <strong>Steven Spielberg,</strong> doveva inizialmente essere diretto proprio da quest’ultimo, che poi ha deciso di avvicinarsi a <strong>Bernstein</strong> dedicandosi esclusivamente al remake di <strong><em>West Side Story</em></strong> (2021) e affidando il progetto del biopic a <strong>Cooper</strong>, convinto dal suo esordio. E <strong>Spielberg</strong>, per l’ennesima volta, ci ha visto lungo. Perché se <strong>Cooper</strong> è impressionante nella sua performance attoriale, assolutamente mimetica, ricca di verità ed empatia, lo è altrettanto dietro la macchina da presa, e anche nella scrittura (coadiuvato dal premio Oscar <strong>Josh Singer</strong>). <strong><em>Maestro</em></strong> scorre infatti sullo schermo come un perfetto e variegato spartito musicale, che passa dal bianco e nero al colore, che lega con disinvoltura il dinamismo delle parti musicali (in alcuni casi da musical vero e proprio) con i momenti più statici e riflessivi del racconto intimo del rapporto di coppia, che segue una narrazione ellittica ma lineare e esibisce un impianto visivo totalmente libero, caratterizzato da una macchina da presa che a tratti azzarda i movimenti più arditi e a tratti osserva immobile i dialoghi tra i due protagonisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Un racconto appassionante, commovente, che si presenta tanto come un ritratto artistico quanto come una profonda indagine dei sentimenti umani, dove <strong>Bradley Cooper</strong> e <strong>Carey Mulligan</strong> duettano sullo schermo con una sintonia quasi magica e riescono, con una naturalezza impressionante, a scavare nelle emozioni e nelle contraddizioni dei loro personaggi evitando ogni forma di manierismo. Un film importante, a momenti sorprendente, potente e al contempo delicato, che ci restituisce un autore maturo e coraggioso, che non ha avuto paura di misurarsi con un’icona senza tempo come <strong>Bernstein</strong>.</p>
<p><em><strong>di Antonio Valerio Spera</strong></em></p>
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		<title>Venezia 80: Meno star, ma tanti grandi film</title>
		<link>https://magazine.webtic.it/2023/07/31/venezia-80-meno-star-ma-tanti-grandi-film/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ermisino Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jul 2023 09:52:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia 80]]></category>
		<category><![CDATA[2023]]></category>
		<category><![CDATA[Bradley Cooper]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[maestro]]></category>
		<category><![CDATA[Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alla fine quello di Venezia 80, l’edizione di quest’anno della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, non sarà il festival paneuropeo di cui si parlava. Sarà un festival di grandi film, grandi autori. E sì, ci sarà anche il grande cinema americano. Forse non ci saranno le star, i divi, questo non lo possono garantire. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Alla fine quello di <strong>Venezia 80</strong>, l’edizione di quest’anno della <strong>Mostra Internazionale del Cinema di Venezia</strong>, non sarà il festival paneuropeo di cui si parlava. Sarà un festival di <strong>grandi film</strong>, <strong>grandi autori</strong>. E sì, ci sarà anche il grande cinema americano. Forse non ci saranno le star, i divi, questo non lo possono garantire. Perché, come sapete, è in atto uno sciopero che non permette agli attori iscritti al sindacato di far promozione per i film. E allora molte star internazionali non potranno venire al Lido. Secondo <strong>Alberto Barbera</strong>, Direttore della Mostra, però, solo <em>Challengers</em> di <strong>Luca Guadagnino</strong>, con <strong>Zendaya</strong>, ha dovuto rinunciare a venire in laguna, e questo perché è slittato ad aprile 2024. Doveva essere il film di apertura. Poco male, ad aprire ci sarà <em>Comandante</em> di <strong>Edoardo De Angelis</strong> con <strong>Pierfrancesco Favino</strong>, primo a scendere in campo di una squadra di sei film italiani in concorso. Troppi? No. Finalmente facciamo come gli altri festival, come Cannes e Berlino, che valorizzano il prodotto nazionale. Ma non sarà affatto un festival autarchico.</p>
<p style="text-align: justify;">Se non ci saranno i divi, allora, parleranno i film. E che film. Ci sono praticamente tutti quelli che potevano esserci (tranne, forse, il <em>Napoleon</em> di <strong>Ridley Scott</strong>, anche questo incerto sull’uscita dato lo sciopero). E allora ecco cosa ci aspetta in questa entusiasmante selezione di <strong>Venezia 80</strong>. Partiamo dal cinema americano. In concorso ci saranno <em>Maestro</em> di <strong>Bradley Cooper</strong> (a proposito, l’amato divo, che è attore anche regista, potrà partecipare?) e <em>Priscilla</em> di <strong>Sofia Coppola</strong>, dedicata alla moglie di Elvis Presley. Ci saranno <em>The Killer</em> di <strong>David Fincher</strong>, <em>Origin</em> di <strong>Ava DuVernay</strong> e l’atteso <em>Ferrari</em> di <strong>Michael Mann</strong>. Tra gli italiani, come detto, <em>Comandante</em> di <strong>Edoardo De Angelis</strong> sarà il <strong>film di apertura</strong>: ci saranno poi <em>Enea</em> di <strong>Pietro Castellitto</strong>, <em>Finalmente l’alba</em> di <strong>Saverio Costanzo</strong>,<em> Lubo</em> di <strong>Giorgio Diritti</strong>, l’atteso <em>Io Capitano</em> di <strong>Matteo Garrone</strong>, che promette di parlare di migrazioni con l’occhio speciale di uno dei nostri più grandi autori. E ancora <em>Adagio</em> di <strong>Stefano Sollima</strong>, uno dei nostri autori più internazionali, ormai di stanza ad Hollywood. A completare il carnet del concorso, ci sono anche <em>Woman Of</em> di <strong>Malgorzata Szumowska</strong> e <strong>Michal Englert</strong>, <em>Holly</em> di <strong>Fien Troch</strong>, <em>Bastarden</em> di <strong>Nikolaj Arcel</strong>, <em>Dogman</em> di <strong>Luc Besson</strong>, <em>La bête</em> di <strong>Bertrand Bonello</strong>, <em>Hors-Saison</em> di <strong>Stéphane Brizé</strong>, <em>Evil Does Not Exist</em> di <strong>Ryusuke Hamaguchi</strong>, <em>The Green Border</em> di <strong>Agnieszka Holland</strong>, <em>Die Theorie von Allem</em> di <strong>Timm Kröger</strong>, <em>Poor Things</em> di <strong>Yorgos Lanthimos</strong>, <em>El Conde</em> di <strong>Pablo Larrain</strong> e <em>Memory</em> di <strong>Michel Franco</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma sono i <strong>film fuori concorso</strong> a creare un menu ancora più ricco per i cinefili. I più attesi sono <em>Coup de chance</em>, il film “francese” di <strong>Woody Allen</strong> e il curioso <em>The wonderful story of Henry Sugar</em> di <strong>Wes Anderson</strong>, che è un corto (si fa per dire) di 40 minuti. Ci sarà <em>The Palace</em> di <strong>Roman Polanski,</strong> altro autore controverso, e l’atteso film di un autore di culto amatissimo, <em>Hit Man</em> di <strong>Richard Linklater</strong>. Ma, come dicevamo, il programma dei film fuori concorso è davvero ricchissimo. Vedremo una serie di interessanti documentari. Sono <em>La parte del Leone: una storia della Mostra</em> di <strong>Baptiste Etchegaray</strong> e <strong>Giuseppe Bucchi</strong>, <em>Amor</em> di <strong>Virginia Eleutieri Serpieri</strong>, <em>Frente a Guernica</em> di <strong>Yervant Gianikian</strong>, <strong>Angela Ricci Lucchi,</strong> <em>Hollywoodgate</em> di <strong>Ibrahim Nash’at</strong>, <em>Ryuichi Sakamoto – Opus di Neo Sora</em>, dedicato al grande musicista da poco scomparso e <strong>Enzo Jannacci</strong>, <em>Vengo anch’io</em> di <strong>Giorgio Verdelli</strong>, su uno dei cantautori italiani più amati. E ancora, <em>Menus plaisirs – Les Troisgros</em> di <strong>Frederick Wiseman</strong>. Ci saranno delle <strong>serie tv</strong>, a cui Venezia ha aperto da tempo: <em>D’argent et de sang</em> di <strong>Xavier Giannoli</strong> e <strong>Frédéric Planchon</strong> e <em>I know your soul</em> di <strong>Jasmila Zbanic</strong>, <strong>Damir Ibrahimovic</strong>. E ancora tanti <strong>film di finzione</strong> come <em>The penitent</em> di <strong>Luca Barbareschi</strong>, <em>L’ordine del tempo</em> di <strong>Liliana Cavani</strong>, autrice storica del cinema italiano, <em>Vivants</em> di <strong>Alix Delaporte</strong>, <em>Welcome to Paradise</em> di <strong>Leonardo di Costanzo</strong>, <em>Daaaaaali!</em> di <strong>Quentin Dupieux</strong> (fiction), <em>The Caine Mutiny Court-Martial</em> di <strong>William Friedkin</strong>, <em>Making of</em> di <strong>Cédric Khan</strong>, S<em>now Leopard</em> di <strong>Pema Tseden</strong>. Ci sarà anche <em>Aggro dr1ft</em> di <strong>Harmony Korine</strong>, uno dei più controversi autori americani. <em>La sociedad de la nieve</em> di <strong>J.A.Bayona,</strong> autore spagnolo horror ormai di stanza ad Hollywood, specializzato anche nei disaster movie, sarà il <strong>film di chiusura</strong>. Racconta la vera storia del disastro aereo accaduto al volo 571 delle Forze aeree dell’Uruguay nel 1972, con a bordo la squadra di Rugby nazionale diretta in Cile per una partita. Precipitati su un ghiacciaio delle Ande, 29 dei 45 passeggeri sopravvivono miracolosamente allo schianto e si trovano a dover affrontare condizioni estreme per non morire.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella <strong>sezione Orizzonti</strong> segnaliamo alcuni film: <em>El Paraiso</em> di <strong>Enrico Maria Artale</strong>, <em>Invelle</em> di <strong>Simone Massi</strong> e <em>Una sterminata domenica</em> di <strong>Alain Parroni</strong>. Ma la sorpresa, in <strong>Orizzonti Extra</strong>, è <em>Felicità</em>, l’opera prima di <strong>Micaela Ramazzotti</strong>. Alle <strong>Giornate degli Autori</strong> ci saranno altri film italiani: <em>Los océanos son los verdaderos continentes</em>, esordio al lungometraggio del regista milanese <strong>Tommaso Santambrogio</strong>, <strong>Gianluca Matarrese</strong> con <em>L’expérience Zola</em> ed <strong>Edoardo Morabito</strong> con <em>L’avamposto.</em> E poi a celebre regista francese <strong>Céline Sciamma</strong> con un breve film girato a Roma in modalità̀ produttiva completamente autonoma e avvalendosi del contributo artistico della cantante <strong>Chiara Civello</strong>: un piccolo gioiello legato al nome di <strong>Patrizia Cavalli</strong> (<em>This is how a child becomes a poet</em>).</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo parlato dell’esordio alla regia di <strong>Micaela Ramazzotti</strong>. Ci sarà sicuramente lei tra le star al Lido. In assenza di molti divi americani, ci saranno quelli di casa nostra. Ci sarà <strong>Pierfrancesco Favino</strong>, <strong>Alba Rohrwacher</strong> per il film di <strong>Saverio Costanzo</strong>, <strong>Valentina Bellè</strong> per il film di <strong>Giorgio Diritti</strong>. Nel cast del film di <strong>Liliana Cavani</strong> ci sono <strong>Alessandro Gassmann</strong>, <strong>Claudia Gerini</strong>, <strong>Edoardo Leo</strong> e <strong>Ksenia Rappoport</strong>. Il film <em>Ferrari</em> di <strong>Michael Mann</strong> potrebbe portare al Lido una delle dive più amate, <strong>Penelope Cruz</strong>, mentre quello di <strong>Polanski</strong> ha nel cast un’attrice storica come <strong>Fanny Ardant</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Maurizio Ermisino</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Photo Credits:©labiennale.org</p>
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