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Jacob Elordi: Odi et amo, brutalità e dolcezza, da Euphoria e Cime Tempestose e forse a James Bond

Jacob Elordi: Odi et amo, brutalità e dolcezza, da Euphoria e Cime Tempestose e forse a James Bond

Ha scelto di diventare un attore dopo aver visto Heath Ledger recitare nel ruolo del Joker ne Il cavaliere oscuro. E, con un modello così, non poteva che diventare un attore di livello. Jacob Elordi classe 1997, da Brisbane, Australia, nato da una famiglia della classe operaia, è molto diverso, e ancora molto lontano da Ledger. Ma, come si sa, bisogna puntare in alto per raggiungere almeno un buon risultato. Jacob Elordi oggi non è ancora considerato un grandissimo attore: per ora è uno dei belli del cinema e della tivù, uno dei nuovi divi, e il suo ruolo di Heathcliff nel film romantico per eccellenza di questi giorni, Cime Tempestose di Emerald Fennell, accanto a Margot Robbie, ne consacrerà questo ruolo. Bello, ma con un’anima. Perché, man mano che la sua carriera va avanti, Jacob Elordi sta iniziando a mostrarci colori e sfumature.

Lo abbiamo conosciuto e lo abbiamo odiato quasi subito. Jacob Elordi. Lo abbiamo conosciuto come Nate Jacobs, uno dei protagonisti della serie Euphoria; un ragazzo violento e dominante, un maschio tossico, come si definisce oggi una persona di questo tipo. Con alle spalle un padre altrettanto tossico e problematico, probabilmente molto più di lui, il che la dice lunga su come si trasmettano certi retaggi e certi tipi di comportamento. Insensibile e prevaricante, eppure attraente per molte ragazze, il suo Nate Jacobs, e tutta la serie Euphoria, ci hanno detto molto sui rapporti tra uomini e donne nella nostra era. Sconvolgente, eccessivo come lo è tutta la serie, Nate Jacobs racconta cose tristemente vere.

E così, diretto da una donna, Sofia Coppola, è come se Jacob Elordi avesse portato un po’ del suo Nate Jacobs in Elvis Presley, il ruolo che interpreta in Priscilla. In quello che è uno sguardo decisamente femminile, dichiaratamente, sin dal titolo, dalla parte della giovane moglie del Re del Rock, Elordi diventa lo strumento perfetto della regista per decostruire un mito. L’Elvis di Jacob Elordi è un fantasma, che parla a monosillabi ed è stordito dai tranquillanti. Ma, soprattutto, è un uomo violento, uno a cui nessuno ha mai detto di no. È maschilista, gira con le pistole in tasca e prende ogni decisione per sé e per la propria compagna. La fisicità, il contegno e anche l’immaginario che si porta dietro l’attore è perfettamente funzionale a un ritratto inedito di un Re nudo e al messaggio di Sofia Coppola.

Odi et amo, come nella poesia di Catullo. Con Jacob Elordi è così. E anche in Cime Tempestose, in cui – non senza polemiche – interpreta il ruolo di Heathcliff, l’attore suscita reazioni contrastanti, vittima e poi carnefice nella complessa relazione con la protagonista Cathy e poi, ancora, con Isabella. Il suo è un ritratto a due facce anche per quanto riguarda l’aspetto fisico. Nella prima parte del film è in scena con i capelli lunghi e incolti, la barba lunga e non curata. Quegli occhi piccoli e scuri, infuocati, penetranti sono però sempre i suoi.  Il Jacob Elordi che appare nelle prime scene di Cime Tempestose è un selvaggio, un Messia, una rockstar. Sotto quella barba e quei capelli c’è quel suo volto spigoloso, roccioso, che, da sempre, contrasta con quegli occhi che, in alcuni momenti del film, risuonano pieni di fragilità e dolcezza. Se Nate Jacobs era ancora molto presente nel suo Elvis, nell’Heathcliff di Cime Tempestose l’attore si avvicina e si allontana da lui.

Nella seconda parte del film torna con i capelli più corti e il volto rasato. E arriva, come una sorpresa, per chi dovesse vederlo per la prima volta, quel volto unico. Le fossette ai lati della bocca, la mascella decisa, pronunciata, la bocca piccola rispetto al volto. Heathcliff è sempre imponente, ma ora è elegante, autorevole, carismatico. Con un vestito nero, attillato, una camicia bianca che spunta dal collo stretto della giacca, Jacob Elordi, in qualche modo, è ancora Elvis. Ed è come se fosse già James Bond. L’attore australiano è infatti uno dei favoriti (l’altro è Callum Turner) per diventare il nuovo Agente 007 nel prossimo film che vedrà alla regia Denis Villeneuve. Si parla di un Bond che verrà raccontato dalle sue origini, ancora rozzo e inesperto. E Jacob Elordi porterebbe quel tocco di durezza e asperità al personaggio. Sarebbe il secondo Bond australiano della storia. Al primo, George Lazenby, non andò molto bene. Ma il film era bellissimo.

Provate allora ad immaginarlo in smoking nero, camicia bianca, papillon nero e un Vodka Martini in mano. L’eleganza, in ogni caso, Jacob Elordi ce l’ha. È stato infatti scelto da un brand come Hugo Boss come volto della fragranza Boss the Scent. E, a proposito di stile, è anche stato il testimonial della società di orologi svizzera, TAG Heuer.

Ma forse il ruolo dove più di altri ha mostrato la sua versatilità è stato il Frankenstein di Guillermo del Toro, dove è diventato la creatura con dieci ore di trucco. “Dieci ore che mi permettevano di diventare il mio personaggio, di annullare me stesso e di entrare in uno spazio sacro che ho preservato con cura e ora mi manca” ha raccontato. Coperto completamente dal trucco, ha potuto far uscire completamente i suoi occhi. E far vedere tutta la sua fragilità e la vulnerabilità. C’è un Jacob Elordi tutto da scoprire. Che abbiate amato o no il suo Heathcliff, guardatelo anche in Frankenstein. Continuerete ad odiarlo e ad amarlo. Ma, tra i due sentimenti, sarà l’amore a prevalere.

di Maurizio Ermisino 

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