Il 28 agosto, la Mostra del Cinema di Venezia ha vissuto una delle giornate più dense e chiacchierate di questa 82ª edizione. Sul Lido si sono alternati i grandi nomi di Hollywood, gli autori più attesi e qualche perla italiana pronta a farsi notare.
In Concorso, l’apertura di giornata ha portato sul tappeto rosso George Clooney, Adam Sandler, Alba Rohrwacher e Greta Gerwig, protagonisti di Jay Kelly, il nuovo film di Noah Baumbach. Una storia di amicizia, di carriera e di bilanci esistenziali che ha diviso la critica ma conquistato il pubblico con una standing ovation di dieci minuti: Clooney, visibilmente provato dall’influenza, è stato l’eroe inatteso di una première già destinata a restare nella cronaca del festival.
Sempre in Concorso, Yorgos Lanthimos ha acceso i riflettori con Bugonia, remake surreale del cult coreano Save the Green Planet!: una black comedy che gioca con complotti e paranoie contemporanee, tra alieni sospetti e dirigenti rapiti. Sul red carpet Emma Stone ha stupito con un look radicale, testa rasata e sguardo magnetico, catalizzando l’attenzione anche al di là della sala. Reazioni contrastanti, come spesso accade con Lanthimos: c’è chi applaude la provocazione e chi la considera un esercizio estetico eccessivo.
A completare il tris del Concorso, Orphan di László Nemes ha riportato lo spettatore nella cupa Ungheria del dopoguerra, con un dramma intenso che racconta il trauma collettivo attraverso gli occhi di un ragazzo “orfano” di affetti e certezze. Un film di grande impatto visivo, accolto con rispetto ma anche con la consapevolezza di un’esperienza narrativa dura e senza sconti.
Fuori Concorso, il festival ha reso omaggio al suo Leone d’Oro alla Carriera, Werner Herzog, con la proiezione speciale di Ghost Elephants. Un documentario visionario, poetico e ipnotico, che ha confermato ancora una volta la forza di uno sguardo capace di trasformare il reale in epica contemplazione.
Lo spazio di Orizzonti ha invece brillato grazie a Il rapimento di Arabella di Carolina Cavalli, con Benedetta Porcaroli, un titolo che ha saputo dare voce a un cinema giovane, contemporaneo e sperimentale, segnando una delle presenze italiane più interessanti della giornata.
Alle Giornate degli Autori, infine, l’Italia si è fatta valere con La gioia di Nicolangelo Gelormini, interpretato da Valeria Golino e Jasmine Trinca. L’unico titolo nostrano in gara in questa sezione ha riportato l’attenzione sul talento femminile e sull’urgenza di un cinema che sappia raccontare emozioni e contraddizioni senza filtri.
Non solo proiezioni: la giornata è stata arricchita anche dall’iniziativa dedicata ad Alberto Trentini, che ha offerto un momento di riflessione e memoria in un cartellone sempre più attento a intrecciare celebrazione e impegno culturale.
Tra ovazioni e polemiche, ironia e malinconia, il secondo giorno della Mostra ha dimostrato come Venezia sappia ancora una volta mescolare glamour e sostanza, star system e cinema d’autore, offrendo al pubblico e alla critica un menù vario e imprevedibile.
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