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Oscar 2024, trionfa Oppenheimer: cinema d’autore e di incassi, si può fare

Oscar 2024, trionfa Oppenheimer: cinema d’autore e di incassi, si può fare

Il mondo del cinema è stato Barbenheimer per gran parte della scorsa stagione. E ora, una volta conclusa la notte degli Oscar, sembra che ci sia solo Oppenheimer. È vero, perché i premi ci dicono questo. Ma il film di Christopher Nolan fa parte di un discorso più complesso. Oppenheimer è stato il protagonista annunciato degli Academy Awards, con 7 Oscar: miglior film, miglior regia (Christopher Nolan), miglior attore protagonista (Cillian Murphy) e non protagonista (Robert Downey Jr.), montaggio, fotografia e colonna sonora. Barbie, che per molti motivi è stato uno dei film più importanti della scorsa stagione, ha vinto un solo premio, quello per la migliore canzone: What Was I Made For, della giovanissima Billie Eilish, già nella storia per essere al secondo Oscar, dopo No Time To Die. Ma anche Barbie fa parte del discorso. Per la prima volta, da tanti anni a questa parte, ha vinto l’Oscar un film che è stato anche un grande successo al botteghino, un vero e proprio campione d’incassi.

Gli Oscar del 2024, allora, sono il sigillo su una stagione che ha visto compiersi quel miracolo in cui nessuno, fino allo scorso anno, sperava più: il pubblico che torna ad affollare i cinema, che si precipita al cinema, che una volta fuori, sui social e di persona, riprende a parlare di cinema. Oppenheimer è il film che ha portato frotte di appassionati al cinema già soltanto perché si trattava di un film di Christopher Nolan, e che è riuscito a far appassionare al cinema e alla Storia un pubblico di giovanissimi. A tutto questo il successo di Barbie ha contribuito. Perché lo scorso luglio il famoso Barbenheimer con l’uscita in contemporanea, lo stesso giorno, di due film così diversi, è diventata un’involontaria, quanto straordinaria trovata di marketing che ha finito per far sì che un film tirasse la volata all’altro. Che gli Oscar siano 7, o che sia solo uno, la tendenza è chiara: un cinema che intrattenga e faccia pensare, coinvolgendo il grande pubblico, è possibile. Lo conferma anche il premio per il miglior film d’animazione a Il ragazzo e l’airone di Hayao Miyazaki, che ha avuto degli ottimi incassi.

Se Barbie non è riuscita nell’impresa di portare a casa più Oscar dipende probabilmente dal fatto che, in molte delle categorie in cui il film era in nomination, si è scontrato con un altro film che, a detta di molti, è nato per dare lo stesso messaggio di emancipazione femminile, ma lo ha fatto in modo ancora più potente, creativo, artistico del film di Greta Gerwig. È Povere creature!, il film di Yorgos Lanthimos che è stato l’altro grande protagonista di questa edizione con 4 Oscar: il premio come miglior attrice protagonista a Emma Stone (che a sorpresa ha superato quella che sembrava la favorita, Lily Gladstone, per Killers Of The Flower Moon) e i premi per scenografia, costumi, trucco e acconciatura, tutti terreni di gioco in cui ha sfidato e superato Barbie. Ma la forma visiva che Lanthimos è riuscito a dare al suo film è davvero qualcosa di unico, che ha lasciato il segno. Lo ha lasciato anche l’interpretazione di Emma Stone, emozionata e raggiante nel suo abito Luis Vuitton color verde menta (o verde acqua) che ha ringraziato l’intera squadra di lavoro del film. Ricordando come il cinema sia più di ogni altra un’arte collettiva. “La parte migliore del fare film è che siamo qui tutti insieme. Sono così profondamente onorata di condividere tutto questo con ogni membro del cast, con ogni membro della troupe, con ogni singola persona che ha riversato il proprio amore, la propria cura e la propria genialità nella realizzazione di questo film”.

Se Oppenheimer e Povere creature! sono stati gli indiscussi protagonisti di questi Oscar, come dicono i numeri, c’è un altro film che è uscito vincitore, come confermano le due statuette, ma anche al di là dei numeri. È La zona d’interesse, proclamato miglior film internazionale e vincitore del premio per il miglior sonoro, che in quest’opera è davvero un fattore decisivo, visto che gli orrori dell’Olocausto si ascoltano solo fuori campo. La zona d’interesse, insieme a Oppenheimer, ha richiamato l’attenzione su quella “disumanizzazione” che ancora oggi porta alle guerre e a orrori che pensavamo non fossero più possibili.

La vittoria de La zona d’interesse è anche il mancato premio a Io Capitano di Matteo Garrone, che concorreva nella categoria di miglior film internazionale, e che sappiamo essere stato apprezzato in America. Ma l’Italia un vincitore ce l’ha: si tratta di Massimiliano Narciso, milanese di stanza a Los Angeles, che è il character designer di War is over! Inspired by the music of John & Yoko, che ha vinto l’Oscar per il miglior corto d’animazione, creato insieme a Sean Lennon, il figlio di John Lennon e Yoko Ono. Si tratta di un messaggio di pace universale, che più che mai oggi vogliamo sentire, a gran voce. “War is over, if you want it”.

Ecco la lista completa dei vincitori:

Miglior film
Oppenheimer

Miglior attore protagonista
Cillian Murphy

Miglior attrice protagonista
Emma Stone

Miglior attore non protagonista
Robert Downey Jr

Miglior attrice non protagonista
Da’Vine Joy Randolph

Miglior Regia
Christopher Nolan

Miglior sceneggiatura adattata
American Fiction

Miglior sceneggiatura originale
Anatomia di una caduta

Miglior film internazionale
La zona d’interesse

Miglior film d’animazione
Il ragazzo e l’airone

Miglior documentario
20 Days in Mariupol

Miglior cortometraggio
The Wonderful Story of Henry Sugar, Wes Anderson and Steven Rales

Miglior corto documentario
The Last Repair Shop, Ben Proudfoot and Kris Bowers

Miglior corto d’animazione
War Is Over! Inspired by the Music of John & Yoko, Dave Mullins and Brad Booker

Miglior montaggio
Oppenheimer

Miglior fotografia
Oppenheimer

Miglior scenografia
Povere creature!

Migliori costumi
Povere creature!

Miglior colonna sonora
Oppenheimer

Miglior canzone originale
What Was I Made For?

Miglior trucco e acconciatura
Povere creature!

Miglior sonoro
La zona d’interesse

Migliori effetti visivi
Godzilla Minus One

di Maurizio Ermisino

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