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Il cielo brucia nei cinema italiani dal 30 novembre.

Il cielo brucia nei cinema italiani dal 30 novembre.

Il cielo brucia (Afire) di Christian Petzold, vincitore dell’Orso d’Argento, Gran premio della giuria alla 73esima edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino, nei cinema italiani dal 30 novembre. Il cielo brucia sarà presentato in anteprima nazionale lunedì 27 novembre alla 41esima edizione del Torino Film Festival, alla presenza del regista.

Il cielo brucia rappresenta il secondo capitolo di una prevista trilogia iniziata dal regista Petzold nel 2020 con Undine – Un amore per sempre, dedicata alla solitudine e alla complessità dei rapporti interpersonali e basata sugli elementi naturali. Dopo l’acqua, ne Il cielo brucia è il fuoco l’elemento chiave della storia. Paura e lussuria, risentimento e amore, desiderio e gelosia, molte sono le tensioni sotterranee che animano lo scenario emotivo del film, che parte con i toni di una commedia sentimentale per trasformarsi progressivamente in una lucida e drammatica riflessione sulla condizione giovanile nella società contemporanea.

Due giovani amici berlinesi si ritrovano a trascorrere una torrida estate in una casa per le vacanze della famiglia di uno dei due, isolata in un bosco sulle coste del Mar Baltico. Leon (Thomas Schubert) è uno scrittore in crisi che sta faticosamente terminando il suo secondo romanzo in attesa dell’arrivo del suo editore, mentre Felix (Langston Uibel) deve preparare un portfolio per entrare in un’accademia di belle arti per una mostra dedicata all’acqua. Poco dopo il loro arrivo, i due ragazzi scoprono che la casa è già abitata da altri due ospiti inaspettati, Nadja (Paula Beer), una bella e disinibita ragazza che vende gelati e studia letteratura – che attira le attenzioni di Leo – e il suo ragazzo occasionale Devid (Enno Trebs), un atletico bagnino dal quale anche Felix si sente attratto. Tra i quattro casuali abitanti della grande dimora si instaurano rapporti precari e mutevoli, che mettono a nudo le problematiche di ciascuno di loro. Quando sembra crearsi una certa armonia l’arrivo dell’editore (Matthias Brandt) scompagina le carte in tavola. Intanto l’atmosfera vacanziera viene minacciata da un grande incendio boschivo, che lentamente sembra accerchiare la villa e rendere tutto ancora più precario. Mentre il cielo rosso diventa sempre più incombente e piove cenere sulla casa le cose iniziano a precipitare verso un drammatico epilogo.

Con Thomas Schubert, Langston Uibel, Paula Beer, Enno Trebs, Matthias Brandt, Il cielo brucia di Christian Petzold sarà nei cinema dal 30 novembre con Wanted e il 27 novembre in anteprima nazionale al Torino Film Festival.

 Ambientazioni e temi del film
Il film è stato girato nell’agosto 2022 presso varie località balneari tedesche sul Mar Baltico nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Presentato in anteprima mondiale alla 73ª edizione del Festival di Berlino, rappresenta il secondo capitolo di una prevista trilogia iniziata da Petzold nel 2020 con Undine – Un amore per sempre, dedicata alla solitudine e alla complessità dei rapporti interpersonali e basata sugli elementi naturali, Dopo l’acqua, questa volta è il fuoco l’elemento chiave della storia. Paura e lussuria, risentimento e amore, desiderio e gelosia, molte sono le tensioni sotterranee che animano lo scenario emotivo del film, che parte come una commedia di educazione sentimentale per trasformarsi progressivamente in una lucida e drammatica riflessione sulla condizione giovanile nella società contemporanea.

Christian Petzold
Regista
Nato a Hilden nel 1960 Christian Petzold è uno dei nuovi autori più apprezzati del cinema europeo contemporaneo. Dopo aver studiato letteratura e teatro alla Free University di Berlino, ha studiato cinema alla German Film and Television Academy (DFFB) sempre a Berlino dal 1988 al 1994. A partire dal 1995 Petzold ha diretto 17 film per cinema e televisione e vinto numerosi premi. Il film del 2008 Jerichow – storia di un soldato che, ritornato dall’Afghanistan, vive una
relazione con una donna sposata – ha partecipato in concorso alla 65ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.
“Ho avuto l’idea di realizzare Afire durante i sogni febbricitanti che hanno accompagnato il mio Covid nella primavera del 2020 – ha dichiarato il regista tedesco -. Sono rimasto a letto per quattro settimane e, in questo periodo, ho sognato tante situazioni ambientate in una estate piene di luce. Ma va detto che anche i devastanti incendi boschivi in Turchia hanno giocato un ruolo nello sviluppo di questa storia, perché all’epoca aveva visitato le aree colpite insieme a mia moglie” (ANSA).

Cast
Paula Beer torna per la terza volta a recitare in un film di Petzold dopo La donna dello scrittore del 2018 e dopo Undine – Un amore per sempre (che nel 2020 le aveva fruttato l’Orso d’argento a Berlino), mentre Leon è l’attore viennese Thomas Schubert, che nel 2014 aveva già recitato al suo fianco nel western Lo straniero della valle oscura – The Dark Valley.
Felix è interpretato da Langston Uibel, al primo ruolo importante dopo un percorso soprattutto televisivo (Un ciclone in convento, Dogs of Berlin, Unorthodox), così come Enno Trebs che recita nei panni di Devid, mentre l’editore Helmut ha il volto di Matthias Brandt, alla seconda collaborazione con Petzold dopo La donna dello scrittore.

La musica
La musica gioca un ruolo importante nel film, a rimanere scolpita nella memoria degli spettatori è la ipnotica melodia della canzone “In my mind” del gruppo austriaco Wallners, un brano che parla del potere dell’immaginazione e della capacità di creare il nostro mondo ideale all’interno delle nostre menti. La ripetizione della frase “In my mind” enfatizza questo tema introspettivo.
“Ho sempre problemi nello sceglierla per i miei film – ha dichiarato il regista sessantaduenne alla Berlinale – per il fatto è che siamo costantemente circondati dalla musica. Andiamo in ascensore e c’è musica, come troviamo musica anche nel più brutto dei pub. Paradossalmente è proprio per il fatto che amo molto la musica che la lascio fuori dai miei film” (ANSA).

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