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Lily-Rose Depp: Vanessa Paradis in campo lungo, Johnny Depp in primo piano.

È stata una delle coppie fino a pochi anni fa più invidiate dello star system. Dopo la fine della favola abbiamo capito che non sarebbero vissuti felici e contenti. Ma Johnny Depp e Vanessa Paradis ora vivono insieme sul grande schermo grazie alla figlia, Lily-Rose Depp, protagonista del film di Louis Garrel, L’uomo fedele, nelle sale dall’11 aprile. Johnny Depp e Vanessa Paradis sembrano aver diviso a metà il loro patrimonio più importante, il codice genetico. E sembrano averlo fatto in senso pienamente cinematografico, quasi da registi. Guardate attentamente Lily-Rose ne L’uomo fedele, studiate la sua figura, e pensate quanto possa ricordare i genitori. Mamma Vanessa è tutta nei campi lunghi, papà Johnny è tutto nei primi, e nei primissimi piani.

La figura intera di Lily-Rose Depp, infatti, è una vera e propria fotocopia della madre. I capelli biondi, lunghi e sottili che cadono su quel viso magro, scarno, pallido. Non ha un filo di trucco, in questo film, Lily-Rose, solo un rossetto rosso, in un’unica scena, un voler essere donna senza esserlo mai completamente. Il fisico minuto, la figura slanciata e discreta. Lily-Rose Depp è bella in maniera educata, mai rumorosa.

E lo è anche nel vestire. Con quei suoi jeans semplici, attillati ma non troppo, scoloriti, di un colore chiaro come ce ne sono tanti. Sopra, un lineare giubbetto di jeans, o di pelle. Quando il suo amato la raggiunge a casa, finalmente, lei è così, un paio di jeans e una canottiera fucsia. Quasi come la madre in quel video di Joe Le Taxi, che la lanciò trent’anni fa, in cui la sua bellezza era sussurrata, così come la sua voce in quella canzone. Poco trucco, o niente, un paio di jeans e una felpa color salmone, con nessuna sovrastruttura sexy ad enfatizzare quel possibile ruolo da Lolita che poteva esserle assegnato di default. Lo stile, per una come lei, non è casuale: dal 2015 è un volto di Chanel, scelta da  Karl Lagerfeld, e testimonial per la collezione di occhiali Pearl Eyewear. E dal 2016 è testimonial del profumo Chanel N°5 L’Eau.

Ma poi, appena la macchina da presa stringe sul suo volto, ecco arrivarci tutto il “Deep impact”, tutta l’espressività del padre. I lineamenti sono i suoi, quel volto da nativo americano, quell’espressività inconfondibile, il viso scavato, gli zigomi alti. Anche la bocca è la sua, con quegli angoli un po’ verso il basso, e quella capacità di aprirsi in sorrisi stampati, a volte anche un po’ di plastica. E poi quegli occhi scavati, neri, profondi, estremamente espressivi. E in quegli occhi e in quel volto appare, inattesa, a metà film, quella follia che ha spesso contraddistinto i ruoli di Johnny Depp nella sua carriera. Quella follia è una proposta, una dichiarazione di guerra alla sua rivale in amore, quella Laetitia Casta che è la compagna di Garrel nel film (lo è anche nella vita), fatta da una ragazza per cui quell’uomo è un’ossessione fin da quando era piccola.

Perché, come si dice, in amore e in guerra tutto è concesso. E tutto è concesso anche ne L’uomo fedele, un Jules et Jim che incontra Il sospetto. È la storia di un triangolo amoroso che, se non si può certo paragonare a una storia di Truffaut, alla sua scrittura, alla sua regia, con quel cinema ha in comune una certa leggerezza, una certa giocosità. Relazioni che si sfaldano e si riannodano, persone che volano di fiore in fiore, tutto apparentemente senza sofferenza, e con estrema facilità. Il tutto davanti agli occhi (e le orecchie, soprattutto, fate attenzione a come li ascolta…) di un bambino. L’uomo fedele è la storia di un menage a trois, una storia che, in teoria, sarebbe drammatica: Garrel riesce però a raccontarla con momenti di ironia e comicità. Come se la vita fosse veramente una commedia. Ma non una commedia qualunque. Una commedia francese.

di Maurizio Ermisino per DailyMood.it

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