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The Sartorialist – Il sarto del web

Scott Schuman ha fondato un blog, più di dieci anni fa. Nel giro di pochi mesi The Sartorialist è diventato il più importante, il più visitato, il più influente portale del mondo della moda. Questione di occhio, di fotografia. Un’icona trasversale, capace di conquistare orde di seguaci, dalle nuove generazioni di ragazze musulmane velate agli hipster con barba e occhiali di tartaruga, passando per le fashion victim convinte, quelle, per intenderci che azzardano le calze di pizzo pure a giugno. La star che ha cambiato la comunicazione nella moda è soprannominato Sart, un guru per chiunque abbia un’opinione in materia di stile o voglia formarsela al più presto. Una folla adorante, prona ai suoi piedi, lo attende, in ogni angolo del Pianeta che lui decida di calcare. “Scott Schuman is the Anna Wintour of fashion bloggers”. Questa è la definizione più appropriata. Ma chi è? Ecco, se fate questa domanda siete out. O quanto meno non avvezzi al mondo della moda. Perché questo signore dal capello cortissimo (come la statura), l’occhio ceruleo a corredo della mascella imperiosa, quel mondo ha contribuito a cambiarlo. Scott ha i capelli con la riga di fianco. Sembra un supereroe degli anni Cinquanta prima di indossare il costume. Il viso è dolce, gli occhi azzurri. Non indossa niente più della semplicità. Esattamente come il suo blog entrato tra i 100 più influenti del pianeta, secondo una recente classifica di Time. Ma al primo posto d’importanza per la moda, aggiungiamo noi. È emerso dall’oceano del web nel 2006 con la velocità di un sottomarino nucleare: gli è bastato un anno per diventare la bibbia fashion per addetti ai lavori e milioni di utenti. Scott Schuman è nato quasi 50 anni fa nella davvero poco glamorous Indiana: terra di grandi cestisti, corse in auto e manifatture, non di stilisti. Innamorato della moda, si è laureato in Merchandising dell’Abbigliamento e si è trasferito a Manhattan, passando dal marketing di Jean-Paul Gaultier, di Valentino e di Helmut Lang, alla direzione del reparto moda maschile di Bergdorf Goodman, il lussuoso department store della Quinta Strada. In seguito ha aperto un proprio showroom; lo gestiva in parallelo all’altra grande passione, la fotografia. Che è diventata anche la sua professione dopo il 2001, quando la crisi seguita all’attentato alle Twin Towers l’ha costretto a chiudere e a dedicarsi in toto all’iconografia. Da lì, all’invenzione di The Sartorialist, nel 2005, il passo è breve. Ma foriero di significati e successi. I blogger sono stati snobbati e poi esaltati, temuti e sbertucciati, fatti sedere in prima fila alle sfilate e poi ridimensionati. Ma per Scott il futuro passa di lì. Incoraggia i ragazzi che lo ascoltano, rendendo il concetto di moda appannaggio del popolo, traducendo i lustrini in un gioco democratico. Ecco profilarsi un’era di fashion reporting mai vista. Scott sposta l’obbiettivo della sua macchina fotografica sulle persone e sul mondo, visto come infinita scenografia di una sfilata perenne, la vita. Immortalando l’attimo, il presente. Mr Scott Schuman fotografa la gente per strada. Solo quella vestita bene, però. Poi mette lo scatto sul web e scrive una piccola didascalia. Nell’obiettivo finiscono persone normali, gente qualunque, di qualsiasi genere o età, purché dotati di uno stile naturale. La parola d’ordine? “Street Style“. In questo modo, ha contribuito a infrangere la torre d’avorio in cui vivevano le grandi griffe, a portare sfilate e personaggi a misura d’uomo. Abile conoscitore dei prezzemolini in posa fuori dalle sfilate e amante del denim, oggi Shuman veste i panni di designer, presentando a Firenze, nell’ambito di Pitti Uomo, edizione 89, una limited edition con Roy Roger’s. Quando si dice che i fashion blogger sono le nuove celebrità del mondo della moda, potete davvero crederci.

http://www.thesartorialist.com/

di Valeria Ventrella per Dailymood.it

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